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Romanzi storici

E’ un cambiamento che ho fatto già da un po’ di tempo in questo blog, ma che volevo sottolineare: ho tolto tutto il materiale su quel genere allucinante che è il romance storico, tra eroine indomite che si fanno domare da maschioni di turno e vedono più uccelli di un orinatoio, ricostruzioni storiche fatte alla cavolo e altre amenità.
Un genere aberrante, che presenta modelli di donne obsoleti e retrogradi, sottomesse e pronte a sacrificare tutto per il grande amore, con il risultato che poi nella vita reale una donna muore ogni due giorni perché ha creduto a queste puttanate (e ad altre di ambientazione moderna, tipo le sfumature, o con coppie improbabili tra vampiri e ragazze sfigate).
Romanzacci che vogliono ispirarsi in parte a maestre come Jane Austen e la sorelle Bronte, ma che non si avvicinano neanche alla carta igienica usata da queste grandi autrici, e che hanno contaminato film, serie tv e simili. Grazie no, non so che farmene. Sta robaccia ha ammorbato la mia adolescenza, non la intendo guardare o leggere mai più. E ho in mente, tempo permettendo, di fare un blog apposito intitolato appunto Romance sucks.
Comunque ci sarà sempre spazio per capolavori come Lady Oscar o romanzi storici validi senza kamasutra e attacchi di melensaggine, per l’arte, le cose valide, le mostre, i fatti veri e i Musei qui ci sarà sempre posto.

Dopo paturnie, scazzi e mazzi delle scorse settimane ho deciso che questo blog comunque resterà dedicato a tutto quello che ha a che fare con la Storia, dalle mostre ai polpettoni in costume, dai classici ai film d’epoca anche non d’autore. Poi questo non vuol dire che non ci siano delle gerarchie basate sulla qualità e che non ci siano dei cambiamenti nel corso di una vita nella mia percezione di una passione, che non vivo certo più come quando ero adolescente, e meno male. Ma se di cultura legata alla Storia e alla sua interpretazione devo parlare, che l’argomento sia completo.

Nei mesi scorsi ho provato a tenere un gruppo di lettura su Dumas padre, il nonno del romanzo storico, e ho avuto modo di leggere cose un po’ nuove rispetto alle solite, bellissime per altro, note dell’autore.
I mille e un fantasma è un’incursione di Dumas nel genere fantastico: il Dumas storico è e resta il migliore, però non sono male neanche vampiri e fantasmi reinterpretati dal papà dei moschettieri. La marchesa di Ganges racconta invece un fatto di cronaca nera del Seicento, un femminicidio diremmo noi oggi, con la lucidità di un cronista. Un libro per riflettere su quanto la violenza sulle donne sia eterna.
Il tulipano nero, che non centra niente né con il film con Alain Delon né con l’anime giapponese, racconta un fatto intricato avvenuto all’epoca di Guglielmo d’Orange e lo giudicherei minore rispetto ad altri.
Altri autori si sono ispirati all’universo di Dumas creando storie e seguiti: un po’ prolisso Spada di Giuseppe Ferrandino, con richiami a Il visconte di Bragelonne che chi non ricorda il libro può non cogliere. Bello e struggente Athos di Alberto Ongaro, storia di un moschettiere anziano e moribondo che ricorda una sua avventura giovanile a Venezia, in una sospensione prima della morte dove ci sarà spazio per un continua.
Concordo con chi ha detto, alla trasmissione Il tempo e la storia che seguo ogni giorno su Rai tre, che nessuno ha parlato meglio di Dumas del tempo dell’Ancien Régime e dei suoi miti, e nessuno è rimasto meglio di lui nel nostro cuore. E tra le altre cose era un grande felinofilo!

I romanzi e i libri storici continuano ad essere una delle mie letture preferite, così come i film e gli sceneggiati in costume. Una passione che non manca mai di soddisfarmi, in attesa che mi metta a lavorare al romanzo sulla Rivoluzione francese.
Adoro Ildefonso Falcones, adoro la storia vista dal punto di vista delle donne, ma devo dire che La regina scalza non mi ha soddisfatta a pieno, sarà che da Falcones ci si aspetta il massimo. Interessante, certo, si parla di discriminazioni e di ricerca di libertà ma volevo qualcosa di più.
In biblioteca ho avuto il modo di consultare libri su due donne dell’epoca rivoluzionaria, Olympe de Gouges e Madame Vigée Le brun, e devo dire che sono personaggi da riscoprire, anche perché si sa poco.
In un’altra epoca, ottima la biografia di Michel de Decker di Madame de Montespan, spietata favorita di Luigi XIV, pare lei autrice della celebre frase sulle brioches.
Non male, tra passato e presente, L’enigma delle fragole di Carmencita Serino, storia dei quadri fiamminghi, e interessante perché svela una pagina poco nota del Medio Evo L’ombra sulla corona di Patricia Bracewell, storia della regina Emma di Normandia.
Hilary Mantel è una grande storica, più ancora che una romanziera, e Wolf Hall e Anna Bolena ne sono la testimonianza, impeccabili innanzitutto come trattati storici che dal punto di vista romanzesco.
Per chi ama le tematiche GLBT è da leggere assolutamente Storia di Caterina che per otto anni vestì abiti da uomo, cronaca di Marzio Barbagli di una donna vestita da uomo nel Settecento, non una specie di Lady Oscar, ma una donna reale, coraggiosamente lesbica laddove Riyoko Ikeda nella fantasia non ha avuto il coraggio di arrivare fino in fondo.
E sempre a proposito di storie poco note, segnalo tre altri libri, interessanti e su tre pagine di storia diverse: Le luci bianche di Parigi, di Theresa Revay, travolgente vicenda tra la Rivoluzione d’ottobre e l’ultimo conflitto mondiale, Il sentiero delle stelle di Amy Brill, storia di una delle prime astronome, Il pasticcere del re, di Anthony Capella, l’epopea dell’italiano che insegnò sia al Re Sole che a Carlo II a mangiare gelati e pasticcini.
Per quello che riguarda film e dintorni, ottimo l’adattamento di Mondo senza fine di Ken Follett, con una Cynthia Nixon perfida, e un po’ pallosetto, malgrado l’epoca, l’ambientazione, la tematica gay e la splendida Lea Seydoux Les adieux à la reine. Invece dovrei cercare di vedere qualcosa in più di History Channel, il loro documentario sulla Rivoluzione francese è splendido.